SAN VITO LO CAPO – Torna il Cous Cous Fest: tra i big Elio e le Storie Tese e Vinicio Capossela

Il Cous Cous Fest è il Festival Internazionale dell’Integrazione Culturale, un importante appuntamento che si rinnova da diciotto anni. Una festa di sapori e civiltà che celebra il cous cous come piatto della pace, comune a tantissime culture, capace di fare incontrare a San Vito Lo Capo, nella Sicilia nord occidentale, dieci paesi diversi all’insegna dell’integrazione e dello scambio.
Degustazioni, grandi chef, gare internazionali, concerti gratuiti e talk show saranno gli ingredienti principali di un evento che dal 18 al 27 settembre calamiterà su San Vito lo Capo l’attenzione dell’intera Sicilia, suscitando interesse internazionale.
Dieci i paesi i gara quest’anno: Brasile, Francia, Israele, Italia, Marocco, Mauritius, Palestina, Senegal, Stati Uniti e Tunisia si confronteranno a tavola per l’appuntamento più prestigioso della rassegna, il Cous cous world championship, la gara internazionale di cous cous, cuore del Cous Cous Fest.
Nelle cucine di San Vito Lo Capo si incrociano lingue, culture e religioni diverse all’insegna della multiculturalità e dell’integrazione culturale attraverso il cibo. Dieci paesi del mondo si sfidano al Cous Cous Fest tra ricette, sorrisi e cultura. Una gara che è un pretesto per stare insieme e mettere a confronto le diverse tradizioni in cucina. A votare due giurie: una tecnica, presieduta dallo chef Claudio Sadler, due stelle Michelin, e composta da chef e giornalisti internazionali di settore, e una popolare.
Le sfide, in programma da giovedì 24 a sabato 26 settembre, metteranno a confronto due Paesi per volta. Per fare parte della giuria popolare basta acquistare il biglietto che dà diritto ad as-saggiare i piatti di cous cous, preparati dagli chef, serviti a tavola e abbinati a vini siciliani.
E come ogni anno, non può di certo mancare l’appuntamento serale con la grande musica ita-liana. Ancora una volta Piazza Santuario a San Vito Lo Capo diventa teatro di esibizioni mozza-fiato, assolutamente da non perdere.
Martedì 22 settembre alle ore 23 a salire sul palco sarà la band Elio e le Storie Tese. Nata a Milano nel 1980, prende il nome dalla loro prima canzone, intitolata “Elio”. Il primo album esce nel 1989, quando il gruppo era già diventato un fenomeno di culto, ed è subito un successo. Il Festival di Sanremo li consacra nel 1996 con La terra dei cachi, che si aggiudica il secondo posto e vince il premio della critica “Mia Martini”. Dopo 17 anni di assenza e innumerevoli riconoscimenti vincono nuovamente il premio della critica a Sanremo, nonché il Premio della Sala Stampa, Web, Radio e Tv e il secondo posto con l’ormai celeberrima La canzone mononota. Il loro messaggio musicale è troppo originale per poter essere etichettato, poiché è il frutto di anni di ricerche che li rendono veri e proprio artisti d’avanguardia. Elementi che non mancano mai nelle loro canzoni sono l’ironia, il nonsense, la satira politica e di costume, che raggiunge a volte livelli di decostruzioni linguistica e surrealismo. Un altro marchio distintivo sono i travestimenti e i make-up che rendono le loro per-formance indimenticabili.
Mercoledì 23 settembre sarà la musica d’autore di Vinicio Capossela a rendere magica l’atmosfera del Cous Cous Fest. I genitori lo chiamano Vinicio in onore di un celebre fisarmonicista degli anni sessanta, e forse è proprio il nome a segnare il suo destino da musicista. Artista eclettico – suona pianoforte, chitarra, fisarmonica e percussioni – è stato notato da Francesco Guccini e lanciato dal Club Tenco. Alcuni dei suoi pezzi si sono legati al cinema, diventando colonna sonora di celebri film italiani, e risentono delle influenze della letteratura del novecento e di Tom Waits. Dal primo album, nel 1990 che si aggiudica la Targa Tenco, ad oggi la fama e il successo del cantautore sono stati un continuo crescendo. I suoi titoli più noti, “Che coss’è l’amor“, “Ovunque proteggi” e “Il ballo di San Vito“, posso essere considerati autentiche poesie. Capossela porterà a San Vito Lo Capo il suo progetto live Nel paese dei coppoloni Still Alive, un concerto materico, sanguigno e ballabile che prende il nome dall’omonimo romanzo firmato dall’artista, candidato al Premio Strega 2015.
Redazione