RACCUJA – Un’esistenza caratterizzata da uno sviscerato amore per la Juventus. Per Angelina Raccuia, morta a Patti quasi centenaria l’ultimo saluto in ”bianconero”

“Ha vissuto in simbiosi con la sua squadra del cuore, la Juventus, i cui colori hanno costituito, durante tutta la sua vita, un corredo insostituibile”. Non capita tutti i giorni che un manifesto funebre riporti tali parole; invece le stesse sono state scritte per Angelina Raccuia, morta a Patti quasi centenaria, la cui esistenza è stata caratterizzata da uno sviscerato amore per la “Vecchia Signora”.
La sua abitazione era letteralmente tappezzata di bianconero: bandiere, striscioni facevano da corredo in ogni angolo, quasi a ratificare una vera e propria simbiosi con la squadra del cuore.
Inoltre, Angelina Raccuia, che gestiva un’edicola/alimentari a Raccuja, paese dei Nebrodi, e che fino ad una decina di anni fa andava allo stadio, da autentica ultras, a seguire la Juve, aveva una vera e propria “biblioteca bianconera”, con libri, riviste, ritagli di giornale – del passato come del presente -aventi per tema la sua squadra del cuore, di cui sapeva praticamente tutto.
Sulla bara (il funerale è stato celebrato nella chiesa “Santa Maria di Gesù” di Raccuja), è stata messa la bandiera della Juve; all’uscita, il feretro è stato portato a spalla da ragazzi e giovani con la maglia bianconera ed è risuonato l’inno della squadra torinese.
“Nemmeno si può immaginare – testimoniano all’unisono i cittadini di Raccuja – quanto amore avesse per la Juve e quanto fosse tifosa. Una juventina doc, la cui vita si è di fatto spesso confusa con quella della sua squadra”.
Nicola Arrigo