PATTI – Uniti nella gioia per il successo azzurro.

Anche i pattesi, e non avrebbe potuto essere diversamente, hanno “vissuto” con grande passione e con l’immancabile pathos, la finale del Campionato Europeo di calcio, prima di scatenare, come nel resto d’Italia, la gioia per il successo azzurro.
C’è chi ha sofferto e trepidato davanti allo schermo gigante allestito nella piazza dei Marinoti, chi in una pizzeria, chi in casa propria, magri condividendo l’ansia prima e il tripudio poi con alcuni amici.
Anche i pattesi, spesso bollati come apatici e indifferenti, hanno così riscoperto il senso di appartenenza e, una volta tanto, si sono sentiti uniti. Sì, perché in una nazione come la nostra, dove basta poco per dividersi, dove, come d’altronde in tutto il mondo, abbiamo vissuto un anno e mezzo di separazione e di distanza, il “pallone” è uno dei pochi motivi che ci lega a doppia mandata e ci fa riscoprire l’orgoglio di essere italiani.
Pure a Patti i clacson strombazzanti, i cori a squarciagola cantando l’Inno di Mameli o “Un’estate italiana”, meglio nota come “Notti magiche”, hanno avuto tutto il sapore della libertà, della felicità, del riscatto, del desiderio di sentirsi “una cosa sola”.
Sarebbe automaticamente bello se si riuscisse ad essere tali pure in tante altre circostanze, sia nella nostra cittadina che nella nazione tutta, quando, invece, si fanno prevalere i particolarismi e gli interessi personali di un gruppo ristretto. Tante volte abbiamo dimostrato che se siamo uniti siamo capaci di fare…miracoli.
Che l’indimenticabile notte di Wembley, che la coppa alzata al cielo dal capitano Chiellini, che il tricolore che ancora sventola su molti balconi e da tante finestre, segnino l’inizio d un”cammino nuovo”, in cui sentirsi orgogliosamente italiani sempre e non solo in occasioni speciali.
Infondano in tutti il desiderio, sia pur nei limiti consentiti dalla situazione contingente, di abbracciarci, proprio come Roberto Mancini e Luca Vialli (per me il vero simbolo di un’Italia che lotta, soffre, reagisce, per raggiungere risultati magnifici), al termine della partita di ieri, perché l’amicizia vera ci fa sentire, sempre e comunque, parte l’uno dell’altro.
Fra tre mesi i pattesi saranno chiamati ad eleggere il nuovo sindaco e il nuovo consiglio comunale. La fase “preparatoria” possa essere all’insegna del rispetto e della pro positività, momento di crescita, anche nella dialettica, per tutta la comunità. E che la nuova amministrazione agisca all’insegna della promozione del bene comune come bene di tutti i cittadini. Così, pur essendo nella “piccola” Patti, sarà come rivivere la splendida serata di Wembley, serata di gioia, unione, appartenenza. Impossibile ? Quantomeno proviamoci !

Nicola Arrigo
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