PATTI – Scende la pioggia e le buche in strada trattate con modesti rattoppi diventano voragini.

La pioggia degli ultimi giorni ha sensibilmente acuito il “problema” delle buche (eufemismo) che si “aprono” su quasi tutte le strade cittadine. Parecchie, tra l’altro, sono al centro della carreggiata e, considerato che su un lato ci sono mezzi posteggiati, diventa quasi impossibile evitarle, o all’uscita da una curva e, di conseguenza, non “visibili” in tempo utile per non “prenderle in pieno”.
L’asfalto salta sistematicamente come se fosse pasta frolla e, in poco tempo, le buche diventano sempre più profonde, assumendo, in diversi casi, l’aspetto di una voragine. Uno scenario, praticamente, degno della Parigi – Dakar, con sobbalzi, zig zag, rallentamenti per “passarvi sopra”. Con annesse ovvie e spontanee imprecazioni che, spesso, si trasformano in maledizioni.
Più volte, in passato, il comune ha dovuto sborsare cifre considerevoli per risarcire i danni ai mezzi e, di tanto in tanto, alle persone. È facile, di questo passo, prevedere che ciò possa accadere ancora, per cui, al fine di evitare nuovi aggravi alle asfittiche casse comunali, sarebbe opportuno intervenire, ma in maniera risolutiva e non, more solito, coprendo le buche con una “palata” di asfalto, che, già al passaggio dei primi mezzi, si sbriciola fino a “saltare” nuovamente.
Qualcuno, ironicamente, esorta ad essere fiduciosi, perché ” a breve ci sarà il Carnevale e in previsione della sfilata il comune sicuramente interverrà”.
Se proprio dovesse essere così difficile ridare un po’ di decoro alle arterie cittadine con mezzi propri, l’amministrazione comunale potrebbe chiedere aiuto all’artista francese Emenem, che con la tecnica del” “flacking” ripara le buche con mosaici colorati.
Sarebbe indubbiamente bello anche alla vista, ma, verosimilmente, considerato il numero elevato di interventi che dovrebbe effettuare, all’artista di Lione non basterebbe la maiolica!
Nicola Arrigo
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