PATTI – Parcheggio interrato sotto Piazza Marconi … in 30 anni soppresse idee e progetti per incapacità politiche.

Nell’ottobre 1991 il Ministero per i problemi delle Aree urbane in Sicilia ha ammesso a contributo, previsto dalla Legge n.122 del 24 marzo 1989 con Decreto ministeriale dell11 aprile 1991, alcuni interventi approvati dalla Regione, secondo l’ordine di priorità.
Tra i comuni che avrebbero beneficiato del finanziamento c’era Patti che aveva presentato un progetto, redatto all’architetto Giuseppe Galante e dall’ingegnere Nicola Adamo, che prevedeva la realizzazione di un parcheggio pubblico interrato, con ristrutturazione, ampliamento e sistemazione della Piazza Marconi con annesso Parco comunale che avrebbe avuto la capienza di 336 autovetture, con una spesa ammessa a finanziamento di sette miliardi e 339 milioni di lire. Il parcheggio avrebbe avuto il punto d’accesso da via Gorizia e quello di uscita da via Mazzini.
Tra i comuni della provincia di Messina aveva ottenuto il finanziamento, per la realizzazione di un’opera uguale, soltanto un altro comune, quello di Mistretta.
Nell’immediatezza era è parsa a tutti una bella notizia perchè, finalmente, oltre a dare lavoro a tante persone, si risolveva positivamente una annosa questione che è quella della mancanza di spazi sufficienti per le auto. e, se si pensa che piazza Marconi è (anche se oggi meno di allora) il punto cardine del paese, si può affermare che la realizzazione dell’opera avrebbe risolto, per almeno l’ottanta per cento, il problema.

Purtroppo, per una serie di questioni sorte in seno al consiglio comunale fra le parti politiche ivi rappresentate, il finanziamento è saltato, per cui il comune di Patti, ancora oggi, si trova a gestire una situazione viaria che, definire precaria, è sicuramente limitativo.
Pomo della discordia sono stati in primis i lavori previsti nelle zone limitrofe che prevedevano il rifacimento dell’arredo urbano e di consolidamento del centro abitato e, quindi, la costruzione del parcheggio non era compatibile con gli stessi; poi, non meno significativi, quelli di natura politica.
E mentre in consiglio comunale si litigava sulla fattibilità dell’opera, l’assessore regionale dell’epoca che gestiva i fondi della legge 122, comunicava che il finanziamento originario, poiché il Ministro delle Aree urbane non aveva provveduto ad impegnare la relativa somma, si era ridotto del quaranta per cento.
L’amministrazione comunale, a quel punto, dopo la rielaborazione del progetto, aveva deciso di utilizzare il finanziamento disponibile, contraendo, nello stesso tempo, un mutuo per la realizzazione dell’opera, dopo una verifica del rapporto costo/benefici, ed eventualmente per costruire altri parcheggi a servizio del centro storico.
Sono queste le ultime famose parole pronunziate dagli amministratori dell’epoca visto che, a distanza di trenta anni, non solo non si è realizzato il parcheggio sotterraneo ma nemmeno il centro storico ha visto qualcosa del genere.
Nicola Arrigo
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