PATTI – In nome della sicurezza, distanziamento, sanificazione, mascherina, banchi, misure, aule da allargare… inizia così il nuovo anno scolastico.

1 settembre: inizia un nuovo anno scolastico ! Inizia ? Sì che inizia …(domani cominceranno i corsi di recupero) pur fra tantissime incognite, causate, spesso, dalla mancanza di chiarezza da parte delle istituzioni che, da buon Penelope, fanno e disfano continuamente.
Inizia non senza ansia, non senza preoccupazione per quel che potrebbe accadere, in virtù anche del carico, pesante, che ci portiamo dietro da parecchi mesi.
L’anno scolastico era stato interrotto poco prima del lockdown (l’ultimo giorno fu il 4 marzo), quando il covid-19 iniziava ad imperversare; riprende quando, a differenza di come forse pensavamo, l’epidemia non è stata ancora sconfitta e, anzi, sembra essere ancora pienamente “attiva”.
Distanziamento, sanificazione, mascherina, banchi, misure, aule da allargare, locali da reperire, stanza “per l’isolamento”, ingresso ed uscita scaglionati, sono ormai entrati nel frasario comune di dirigenti, insegnanti, personale Ata, famiglie.
I dirigenti, durante l’estate, coadiuvati da docenti ed esperti, hanno trascorso ore ed ore con il…metro in mano per calcolare il distanziamento fra i banchi all’interno delle classi e riuscire così a “capire” se l’aula potesse essere adatta o meno ad ospitare un determinato numero di alunni.
Banchi ed altro materiale da eliminare o accatastare altrove, banchi ad un solo posto, eventuali locali da reperire, pareti da abbattere per allargare gli ambienti, aule (laboratori, sala docenti) da “trasformare” per farle diventare classi.
La scuola al tempo del covid è questa: un insieme di accorgimenti per salvaguardare la salute di tutti. Per questo è indispensabile la collaborazione di tutti, al di là dello schieramento politico, al di là delle proprie, spesso giustificate, remore, al di là di prese di posizione o di “sentire generale”.
Adesso, più che mai, le famiglie in primis devono fare appieno la propria parte, stringendo ancor più un patto di collaborazione a 360 gradi con la scuola.
Anche gli istituti pattesi, ovviamente, sono chiamati ad….adattarsi, non senza grattacapi, non senza apprensioni, non senza difficoltà. Anche gli amministratori locali hanno il loro bel da fare, spesso, purtroppo, non senza ritardi, per agevolare la ripresa (locali e trasporti prima di tutto).
Gli istituti pattesi saranno pronti al suono della prima campanella, il 14 settembre, a “rimettersi in moto”, sperando che si eviti quanto parecchi paventano e cioè che, a breve distanza di tempo, si tornerà necessariamente alla didattica a distanza. Uno dei ritornelli più ascoltati, infatti, è :”Incominciano, tanto, poco dopo, chiuderanno”.
Negli ultimi giorni il dibattito, anche in città, su quanto sia opportuno o meno riprendere le lezioni, si è intensificato. Sui social (soprattutto), nei luoghi di ritrovo, perfino nei supermercati o in farmacia o in edicola non si parla d’altro e si sentono le più disparate opinioni, alcune apprezzabilissime, altre un po’ “buttate là”, altre da “La sai l’ultima ?”. Pure in una simile situazione diventiamo ciò che non siamo, vale a dire dirigenti, funzionari, amministratori, addirittura Ministro della Pubblica Istruzione.
Come sottolineato in precedenza, le incognite non mancano, ma è fondamentale, ora più che mai, iniziare, senza sottovalutare che la scuola può fare una grandissima opera di sensibilizzazione, ad esempio in merito alla prevenzione e al rispetto delle regole, e la cultura è da sempre stata un efficace mezzo per non prendere cantonate e non lasciarsi andare a giudizi peregrini. La cultura aiuta a “ragionare con la propria testa”, in una piena libertà di pensiero, senza lasciarsi trascinare dalla “vox populi”, ma maturando un forte spirito critico.
Si ricomincia, quindi, con i collegi docenti on line, così come, del resto, erano stati fatti da marzo in poi; si ricomincia con dubbi e perplessità ma anche con un carico di coraggio e di disponibilità non indifferente da parte di tutto il personale scolastico. Collegi in cui, giocoforza, si parlerà di come affrontare l’emergenza e di quali accorgimenti adottare affinchè la vita di classe possa essere tranquilla e sicura. D’altronde, perché avere remore di mandare i figli a scuola, se, spesso, nel corso degli ultimi mesi, si è permesso loro di fare di tutto e di più?
Sarebbe davvero il colmo solo pensare che a scuola sia facile esser contagiati piuttosto che in discoteca o sul lungomare o in altri luoghi di ritrovo dove, purtroppo, e non me lo sto certo inventando, l’assembramento era quasi normalità.
Le famiglie possono stare tranquille: gli istituti pattesi hanno predisposto tutto al meglio affinchè si possa ripartire in serenità e si possa tornare, finalmente, a guardarsi “de visu” e non attraverso un monitor o un display, si possa, finalmente, recuperare la dimensione fondamentale della scuola: stare insieme, crescere insieme, imparare insieme. Quindi, come recitava un insistente slogan durante il lockdown, “distanti ma vicini”, tutti insieme per un unico obiettivo: proiettarsi verso un futuro che sia ricco di soddisfazioni.
Nicola Arrigo
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