PATTI – Il Consiglio abbassa l’Imu: “Basta sprechi e spese pazze, si ragioni uniti sui correttivi”

A margine di due sedute consiliari particolarmente movimentate, i consiglieri Gigante, Impalà, La Macchia, Tripoli, Ravidà, Mastronardi, Prinzi, Bisagni, Fortunato e Di Santo hanno votato la riduzione dell’aliquota Imu dall’1,05% allo 0,99% determinando un risparmio totale per i cittadini pattesi di circa 200mila euro.
Somme che naturalmente verranno sottratte alle già deficitarie casse comunali a causa degli annunciati tagli dei trasferimenti statali e regionali. Il buco, o meglio la voragine, che si verrà a creare si attesta sul milione di euro.
E se sull’ente di Palazzo dell’Aquila non aleggia ancora lo spettro del dissesto, poco ci manca. Il rischio, paventato dal ragioniere generale del Comune e dai revisori dei conti, è di sforare il temuto patto di stabilità.
Tuttavia l’opposizione sdrammatizza, rivendica il significato politico della manovra e invita l’amministrazione in carica ad essere più collaborativa.
“L’amministrazione ragioni col Consiglio comunale sui correttivi da apportare per non compromettere il patto di stabilità”, è il messaggio di Filippo Tripoli, che aggiunge: “Si è arrivati a questo punto perché l’amministrazione non ha mai interloquito con l’assise cittadina, agendo sul bilancio in dodicesimi e disattendendo puntualmente i suggerimenti avanzati dai colleghi Bisagni e Prinzi ”.
Per Achille Fortunato si tratta di una decisione volta ad alleggerire la pressione fiscale per i cittadini alla luce della mancanza di fiducia nei confronti dell’attuale squadra di governo: “Si passa dall’emergenza all’accensione di nuovi mutui con una leggerezza spaventosa. Si naviga a vista, facendo solo propaganda e nulla più”, è il commento dell’ex fedelissimo di Aquino.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giacomo Prinzi, secondo cui la proposta di riduzione dell’Imu vuole semplicemente andare in contro alle esigenze dei cittadini e, allo stesso tempo, spronare l’amministrazione in carica a contenere gli sprechi.
Per Bisagni la riduzione dell’aliquota si inquadra invece in una cornice prettamente politica: “Tante volte – ha spiegato l’esponente di Alternativa per Patti – abbiamo votato l’accensione di mutui senza riuscire ad avere alcun confronto con l’amministrazione. Se il Consiglio non è protagonista delle scelte operate, il suo stesso ruolo viene svilito. Era risaputo che ci sarebbero stati minori trasferimenti, ma la squadra di governo ha continuato a sostenere spese pazze senza coinvolgere i consiglieri comunali”.
In netta divergenza le posizioni di Di Dio Calderone e Franchina. Secondo il primo l’opposizione starebbe portando avanti un preciso disegno politico volto a togliere terreno sotto i piedi alla squadra di governo, cercando di sottrarre alle casse comunali più risorse possibili e paralizzando l’azione amministrativa in vista delle elezioni del 2016: “Rischiamo il dissesto, ci sono i pareri negativi di ragioniere e revisore dei conti. Dov’è il senso di responsabilità dell’opposizione?”.
“I 200mila euro in meno andranno a sommarsi agli 800mila euro di tagli regionali e statali. Rischiamo il baratro: senza copertura finanziaria dove andremo a prendere i soldi per l’assistenza domiciliare agli anziani, per la refezione scolastica o per il trasporto alunni?”, si chiede invece Giovanni Franchina, che punta il dito contro i colleghi di scranno: “Il Consiglio sta perseguendo una politica distruttiva in vista di una campagna elettorale iniziata troppo presto. È la prima volta che leggo un parere così palesemente sfavorevole da parte dei revisori dei conti. A questo punto prendiamo in mano la pianta organica e cominciamo a tagliare il personale in esubero”.
E a proposito di personale in esubero, è da registrare la proposta avanzata dal consigliere Pontillo, che contemplava l’abbassamento dell’Imu allo 0,76%: “Abbassare le tasse nel nostro Comune è sicuramente possibile, poiché nella nostra Amministrazione Pubblica esistono ampie sacche di inefficienza e di spreco”. Tradotto: diminuire l’evasione con controlli incrociati tra i diversi archivi, riorganizzare i processi per snellire quanto più possibile la burocrazia, utilizzare sempre più i sistemi informatici e, soprattutto, adeguare sia numericamente che qualitativamente il personale dipendente.
Nell’emendamento presentato da Pontillo si prevedeva una riduzione dell’aliquota Imu dal 1,05 allo 0,76%, pari a circa € 673mila euro di entrate in meno sul bilancio. Come far fronte all’ammanco? Semplice: Il tetto da rispettare per i Comuni che contano una popolazione di persone da 10.000 a 19.999 è di 1 dipendente ogni 145 residenti; quindi, il Comune di Patti dovrebbe avere in base a questi criteri meno di 93 dipendenti complessivi, mentre ne conta 182: 13,5 ogni mille abitanti, cioè quasi il doppio della media nazionale.
“Se addirittura si consideriamo gli ASU, che espletano sevizi esattamente come fanno tutti gli altri dipendenti, arriviamo a 17 dipendenti ogni mille abitanti”, spiega il consigliere. In sostanza , più alta sarà la percentuale di spesa per i dipendenti del Comune, meno sarà lo spazio di manovra a disposizione dell’Amministrazione. “Io sono convito – è il messaggio di Pontillo – che 5milioni e 200mila euro di lavoro l’anno i nostri dipendenti non lo fanno”.
Redazione