PATTI – Domani nella Casa Carlo Acutis incontro di famiglie della città. 4 ragazzi pattesi racconteranno la loro esperienza alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona.

Domani, alle 18.30, nella Casa Carlo Acutis di Patti (ex convento di Sant’Antonino), si terrà un incontro di famiglie della città, che vedrà protagonisti quattro ragazzi pattesi, i quali racconteranno la loro esperienza vissuta alla Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona. L’incontro vuole coinvolgere non solo le famiglie, ma anche educatori, insegnanti e quanti hanno a che fare con le nuove generazioni.
“Il racconto dei ragazzi – spiega Giovanni Scardino, uno dei promotori dell’incontro, – non si limiterà solo adescrivere l’esperienza vissuta, ma sarà l’occasione anche per capire proprio da loro quali siano le domande che i nostri ragazzi oggi hanno, quali desideri portano nel cuore“. “Spesso – aggiunge – la tentazione è di catalogare i nostri ragazzi e di incasellarli in un nostro angusto giudizio, specialmente dopo i fatti drammatici di questa estate come la violenza sulla ragazza di Palermo o dopo i fatti di Caivano. Questo incontro, invece, vuole aprire ad uno sguardo di speranza sui ragazzi perché, come diceva proprio il Vescovo il giorno dell’inaugurazione della Casa Carlo Acutis: “i giovani hanno tanto bisogno di ascolto, non è vero che sono disinteressati, che sono freddi. E quando i ragazzi si pongono delle domande è segno che vogliono intraprendere nuove prospettive perché le domande aprono sempre nuovi percorsi. Le definizioni rigide sono pericolose perché quelle definiscono e chiudono, le domande aprono al futuro, anzi le domande diventano la vita stessa perché sono domande che riguardano la vita”.
Il ciclo di incontri che coinvolge le pastorali familiari parrocchiali del “Sacro Cuore”, della Cattedrale, di Mongiove e di Case Nuove, ha per titolo “Per educare un bambino ci vuole un villaggio”, prendendo spunto da diversi interventi del Papa che ritiene quanto riportato in tale frase come condizione indispensabile per educare i ragazzi.
“Spesso le famiglie – conclude Scardino – si sentono impotenti e deluse dai risultati del loro tentativo educativo, ma un villaggio che vive e cammina insieme rende meno faticoso il cammino e apre ad uno sguardo diverso, non disperato, ma accogliente e carico di fiducia, perché sappiamo bene che vivere da soli certe problematiche porta il cuore deluso ad essere cinico e chiuso“.
“Allora l’incontro di domani con Alessandra, Sara, Simone e Matteo – conclude – sarà una gran bella occasione per stare ad ascoltare e capire da dove nasce la loro sana inquietudine e per comprendere se noi a questo cuore trepidante abbiamo qualcosa da proporre, che sia all’altezza dei loro desideri. Speriamo che chi ha a cuore la vita dei nostri ragazzi si lasci coinvolgere nella partecipazione all’ incontro, perché tutti abbiamo bisogno di comprendere sempre di più che i nostri ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati e amati, sempre“.
Nicola Arrigo
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