PATTI – Differenziata? Aumentano tariffa Tari, mentre altri riconoscono bonus sulle bollette. 867.000 euro in piu’ per i cittadini, c’è una spiegazione?


Nessuno avrebbe forse immaginato un fine anno così scoppiettante a Patti, anche se i “botti” sono stati anticipati di un giorno e, probabilmente, ci accompagneranno a lungo. Come da noi già riferito ieri sera, il consiglio comunale ha approvato la proposta dell’amministrazione comunale dell’aumento della tariffa della Tari relativa al 2020 il servizio è costato la bellezza di 867.000 (bazzecole) euro in più rispetto al previsto.
Cifra che, ovviamente, adesso dovrà essere recuperata e non c’è modo migliore che farlo dalle tasche degli utenti pattesi.
Forse proprio perché si sapeva che, a causa delle restrizioni dettate dalla pandemia, la fine dell’anno sarebbe passata quasi sotto silenzio, qualcuno ha pensato bene di animarla. Obiettivo raggiunto, perché anche una città sempre più apatica e distaccata dal Palazzo come ultimamente si è rivelata Patti stamattina ha avuto di che parlare, provando un sussulto di orgoglio e non lesinando attacchi a chi, di fatto, con la propria assenza in aula, ha favorito il “successo” dell’amministrazione e firmato l’aggravio sulle già asfittiche casse delle famiglie pattesi.
Le parole più ricorrenti oggi sono “inciucio, vigliaccata”, accompagnate da frasi (vi risparmiamo quelle più…colorite ma efficaci) del tipo “Lo sapevamo che finiva così”, “Al peggio non c’è mai fine”., “E’ una vergogna”, “A cosa serve fare la differenziata ?” (rimarcando, tra l’altro, che, in alcuni comuni, ai virtuosi della raccolta vengono riconosciuti dei bonus sulla bollette e, qui, invece, si continuano a dare mazzate).
In una fase così critica, sempre a causa del covid 19, con prospettive sicuramente non rosee, forse – anzi, senza forse – sarebbe stato più opportuno cercare un’altra soluzione e non dare un’ulteriore mazzata ai cittadini.
Anche perché 867.000 euro non sono bruscolini, non sono la monetina che il bambino chiede al papà per acquistare una caramella o una bustina di figurine Panini. Ma i “giochi politici” non guardano in faccia alcuno, anche e soprattutto quando sono palesemente poco “puliti”.
Qualcuno stamattina si domandava: “Ma la Prima Repubblica non era finita da un pezzo ?” Sulla carta sì, nei fatti, probabilmente, ancora no, per cui quando subentrano altri interessi, sconosciuti a noi, distanti anni luce da una simile concezione della politica, “tutto cambia per restare come prima”.
A nostro avviso, quanto accaduto ieri in consiglio comunale ha, di fatto, aperto ufficialmente la campagna elettorale in vista delle amministrative del prossimo anno e qualcuno, anche se indirettamente, ha cominciato ad abbassare la “maschera”.
Inutile girare attorno al problema; oggi è lecito chiedersi – e lo facciamo noi, ma lo fanno pure i cittadini – come mai ieri non fossero presenti alla seduta i consiglieri Filippo Tripoli, Placido Salvo e Luca Musmeci, tre che, col loro voto, avrebbero potuto e dovuto favorire la bocciatura della proposta dell’amministrazione.
Tra l’altro il giorno prima Salvo e Musmeci erano rimasti fino alla fine in aula, prima che poi la maggioranza avesse fatto mancare il numero legale, e avevano apertamente espresso il proprio “no” al rincaro delle tariffe.
Cosa può essere successo nell’arco di un solo giorno ? Ci immaginiamo i due immedesimati ad ascoltare e riascoltare la canzone di Laura Pausini, in cui si parla di “strani amori che vanno e vengono” (in principio i due appoggiavano l’amministrazione Aquino ma poi se ne erano distaccati), di “strani amori che finiscono ma perché restano nel cuore”; e ancora “e lo aspetti ad un telefono” e di un amore che “si interroga senza decidere”, per concludere con “mi dispiace devo andare via”.
“Strano amore” improvvisamente sbocciato, fatti alla mano, anche in Filippo Tripoli, uno che, finora, aveva fatto dell’opposizione serrata all’amministrazione il suo “cavallo di battaglia”. Un “amore” che era già stato latente quando il consigliere di “Patti Futura” aveva preannunciato che avrebbe votato a favore del riequilibrio finanziario. Sarebbe doveroso spiegare alla città (non a noi) il motivo di tale assenza !
Nel nostro pezzo di ieri, avevamo anticipato che solo un “miracolo last minute” avrebbe potuto favorire l’approvazione della nuova tariffa Tari. Eravamo molto scettici si potesse materializzare e, invece, qualche improvvisa folgorazione sulla “via di Damasco” ha fatto sì che qualche occasionale Saulo di Tarso restasse abbagliato e si convertisse.
La prossima sarà la “guerra dei calcoli”, ovvero su quanto la decisione di ieri graverà sulle tasche dei cittadini pattesi. Gli amministratori e chi li sostiene parlano di 20/30 euro; noi siamo scadenti in matematica, ma, a nostro avviso, dividendo 867.000 per il numero dei contribuenti – circa 8600 – la cifra ammonterà a poco più di 100 euro.
Ma su questo avremo tempo di ritornare con dovizia di particolari. Anche perché quanto accaduto nell’ultimo scorcio del 2020 (bollette del canone idrico, riequilibrio finanziario, aumento Tari) costituirà sicuramente il “jolly” da giocarsi in campagna elettorale. E qui la domanda – direbbe Antonio Lubrano – sorge spontanea: anche stavolta i pattesi, quando si recheranno alle urne, avranno la memoria corta ?
Nicola Arrigo
![]() Gruppo Facebook 16.188 membri Iscriviti al gruppo |