PATTI – Dal parco suburbano ai parcheggi rosa. Programmi, programmi, soltanto programmi.

Se, nel tempo, ai programmi stilati dalle varie amministrazioni comunali che si sono succedute a Palazzo dell’Aquila, fossero seguiti i fatti, il paese oggi sarebbe tra i comuni con più servizi di tutti.
Ne elenchiamo solo alcuni per avere un’idea di quello che è stato programmato e, poi, miseramente, fallito. In primo luogo il parco suburbano, il cui progetto era stato finanziato e revocato successivamente dalla Regione per negligenza del comune che non ha esibito la documentazione richiesta, opera che doveva sorgere in località Canapè tra la strada Statale 113 e la stazione ferroviaria; il parcheggio coperto di Piazza Marconi, anch’esso finanziato dal Governo nazionale ma che, per motivi oscuri, non si è mai fatto; la strada esterna di circonvallazione che si doveva snodare dalla zona del Ponte Provvidenza e collegarsi alla fine con la Superstrada Patti-San Piero Patti, di cui si sono perse le tracce; la piscina coperta, con progetto già approvato e ammesso a finanziamento, ma del quale non si è saputo più nulla; il campo di rugby che doveva sorgere a Locanda di Tindari, anch’esso finanziato senza che se ne sia saputo più nulla; il campo di tiro a volo con finanziamento del progetto da parte del Credito Sportivo.
Ed ancora: la pista ciclabile che avrebbe dovuto unire il litorale da Mongiove e San Giorgio.
Ma c’è anche di peggio perché tre strutture sportive realizzate sono finite miseramente distrutte dal disinteresse e sono quella di Catapanello, l’altra di via Mazzini (dove oggi trovano posto le corriere di linea) e il campo di tennis di fronte in via Cattaneo (dove adesso saranno realizzati parcheggi), mentre è incerta la sopravvivenza dell’ex Palazzetto di via Mazzini (messo, anche quest’anno, come già il precedente, a disposizione dei carristi per il Carnevale).
L’elenco potrebbe allungarsi ancora ma ci fermiamo qui aggiungendo solo uno dei progetti che si era programmato di realizzare, relativo ai parcheggi gratuiti cosiddetti “rosa”, riservati alle donne in stato di gravidanza o con figli fino a tre anni, ma anche per chi conduce il bebè con la carrozzina, ciò al fine di alleviare i disagi in considerazione – si disse – che gli spazi presenti, al momento, si presentano insufficienti per il numero elevato di autovetture che, quotidianamente, invadono Patti, provenienti anche dai comuni dell’hinterland.
L’idea era venuta, qualche tempo prima, partendo dalla considerazione che questo tipo di parcheggi era ormai nei programmi di moltissime amministrazioni comunali del territorio nazionale, a tre consiglieri comunali del gruppo di minoranza, primo firmatario il consigliere Giovanni Di Santo, con una mozione presentata al primo cittadino.
I firmatari della mozione chiedevano al sindaco che anche sul territorio comunale pattese venissero realizzati parcheggi di questo genere. “Tutto questo – sostenevano i consiglieri firmatari della mozione – per andare incontro alle mamme che hanno esigenze particolari”.
La questione subito dopo è arrivata all’attenzione del consiglio comunale dove la mozione è stata illustrata dal ricordato consigliere Di Santo. Alla fine, il civico consesso l’ha approvata all’unanimità e, nel contempo, ha dato mandato agli uffici competenti perché venissero individuate le zone, del centro e delle frazioni, per istituire tali parcheggi, in numero non superiore a due stalli per parcheggio. Fino ad oggi niente di tutto questo, forse perché, stando ai dati Istat, di donne incinte ce ne sono poche per cui diventa “uno spreco” costruire i parcheggi rosa.
Nicola Arrigo
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