PATTI – 25 anni fa vince concorso bandito dal Comune. Oggi, lotta ancora per il riconoscimento.

Da più di 25 anni lotta, senza sosta, per avere riconosciuto un sacrosanto diritto che si è guadagnato vincendo il concorso, bandito dal comune di Patti, per la copertura di dieci posti di dattilografo, dove si è classificata, addirittura, al secondo posto.
A quanto pare, gli altri vincitori del concorso, di fronte al fatto che la graduatoria finale fosse stata bloccata, avevano presentato ricorso per sollecitare l’esecutorietà della delibera, cosa che non avrebbe fatto la concorrente esclusa.
Si tratta di Maria Luisa Augugliaro, residente a Patti. Inizialmente ha presentato ricorso all’Assessorato Regionale per gli Enti Locali e al Giudice della Sezione Lavoro del Tribunale di Patti, chiedendo anche il risarcimento dei danni morali e materiali, tribunale che, con sentenza n.2238/2007, si è pronunziato affermando la legittimità della sua richiesta.
Contro tale decisione, il comune di Patti, assistito dall’avvocato Francesco Pizzuto, del Foro di Patti, ha proposto ricorso in appello, rigettato dalla Corte di Appello di Messina, che ha condannato l’ente al risarcimento, in favore della ricorrente Maria Luisa Augugliaro delle retribuzioni mensili a decorrere dal 16 luglio 1998 oltre interessi e rivalutazione delle singole scadenze al saldo.
Anche in questo caso, tuttavia, l’amministrazione comunale non ha accettato il verdetto perché, con delibera di giunta, esecutiva ai sensi di legge, ha autorizzato il sindaco pro tempore, a proporre ricorso per Cassazione, confermando l’incarico all’avvocato Pizzuto, per far valere, in quella sede, le ragioni del comune.
La Suprema Corte, però, ha rigettato il ricorso del comune condannandolo al pagamento delle spese processuali pari a 5.000 euro oltre accessori a favore della Augugliaro e a 2.500 euro a favore dell’Assessorato Regionale per gli Enti Locali, oltre spese prenotate a debito.
A questo punto, Maria Luisa Augugliaro, l’8 marzo 2019 ha pensato bene di notificare ricorso per ottemperanza a giudicato per l’esecuzione delle sentenze della Corte di Appello di Messina e della Cassazione.
Era parso che, finalmente, fosse arrivata la parola “fine” di una vicenda tanto assurda quanto incredibile. Invece, la giunta municipale, ancora una volta, ha autorizzato il primo cittadino a proporre ricorso davanti al Tar di Catania per rappresentare e difendere le ragioni dell’Ente nel ricorso di ottemperanza della Augugliaro ma anche il Tribunale Amministrativo ha dato ragione alla ricorrente.
A questo punto è stato chiesto all’avvocato Pizzuto un parere circa l’opportunità di proporre opposizione alla sentenza predetta, ottenendo la risposta che “è possibile proporre e far valere di fronte al CGA – Consiglio di Giustizia Amministrativa – di Palermo censure proposte e non accolte nel primo grado di giudizio. Il comune ha, pertanto, ritenuto opportuno proporre opposizione avverso la sentenza del Tar, al fine “di evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi all’Ente”.
Nicola Arrigo
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