A20 – Furti di rame: 5 agli arresti e mezza tonnellata di oro rosso recuperata

Metri e metri di fili di rame sottratti lungo l’autostrada A20 Messina – Palermo, con diverse gallerie lasciate letteralmente al buio. Così i carabinieri del Nucleo Operativo di Messina Centro e del N.O.R.M di Santo Stefano di Camastra si sono uniti per risalire agli autori dei furti che stavano creando non pochi disservizi agli utenti dell’autostrada e un danno economico notevole per la società che gestisce il tratto di A20 in questione.
Dopo ininterrotti appiattamenti svolti con la preziosa collaborazione della Polizia Stradale di Sant’Agata di Militello, nella notte appena trascorsa gli uomini dell’arma hanno tratto in arresto 5 cittadini romeni colti con le mani nel sacco, tutti giovanissimi e con precedenti specifici.
I militari hanno dapprima notato una Fiat Bravo fermarsi poco dopo una galleria all’altezza di Sant’Agata di Militello, lasciare tre persone e proseguire. Dopo circa tre ore hanno notato sopraggiungere un secondo veicolo, una Renault Laguna, con a bordo una sola persona. L’auto si è fermata e tre uomini hanno cominciato a caricare matasse di rame sulla vettura. A quel punto è sopraggiunta la Bravo che ha recuperato i tre manovali. Le due macchine si sono messe sulla strada del rientro con quella scarica a fare ‘staffetta’.
Messi nelle condizioni di dover necessariamente uscire al casello di Villafranca Tirrena i cinque si sono trovati di fronte i Carabinieri e, mentre la Fiat Bravo con a bordo quattro uomini, ha arrestato la corsa, probabilmente confidando nel fatto di non avere nulla nel bagagliaio, la Laguna non si è fermata all’alt e per fuggire al controllo ha forzato la barra del casello.
Il fuggitivo è stato prontamente fermato dagli uomini del Nucleo Radiomobile di Messina e della Stazione di Messina Camaro, che si erano disposti proprio per vanificare eventuali tentativi di fuga. Sull’autovettura sono state trovate 10 matasse di fili di rame del peso di più di 50 kg. ciascuna.
Quello dei furti di rame è un fenomeno che è andato sempre più in crescendo negli ultimi tempi e ha visto tra i principali obiettivi reti ferroviarie e sedi autostradali. Tali luoghi sono obiettivi di specialisti del settore, che compiono furti del pregiato metallo per ricavarvi facili guadagni.
Per i cinque arrestati si sono aperte le porte del carcere di Messina Gazzi dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria davanti alla quale dovranno rispondere di furto aggravato, danneggiamento aggravato, attentato alla sicurezza dei trasporti e resistenza a pubblico ufficiale.
Redazione da Comunicato