PATTI – I medici di Medicina Generale evidenziano “richieste improprie di rilascio del green pass” e inviano nota all’Usca e all’Ufficio Epidemiologico del Distretto.

I medici di Medicina Generale levano alta la propria voce ed esprimono apertamente il proprio disagio in merito a quelle che definiscono “richieste improprie di rilascio del green pass”.
Lo hanno fatto con una nota inviata all’Usca di Patti e all’Ufficio Epidemiologico del Distretto, in una fase, quale quella caratterizzata dalla pandemia, di intenso lavoro, a cominciare dal triage che sono tenuti a fare per i positivi al covid 19.
“Giornate interminabili – sottolineano – a caricare dati e documenti vari, che richiedono sicuramente tanto tempo, a scapito, spesso, del nostro abituale lavoro”.
I suddetti medici evidenziano che “non è nostro compito caricare i tamponi eseguiti al paziente sul sito della tessera sanitaria, come, di fatto, avviene”.
“Infatti – sostengono – è l’Asp che deve caricare la guarigione dal covid, anche perché all’atto di caricare i dati del paziente il sistema chiede l’orario ufficiale in cui è stato fatto il tampone e non solo la data. Ed è notorio che quasi mai viene riportato tale orario”.
“Quindi – incalzano – commettiamo un reato se carichiamo nel portale della tessera sanitaria i dati relativi al paziente indicando un orario non veritiero”.
I medici di Medicina Generale intendono così “offrire un chiarimento, in considerazione del fatto che molti pazienti ci richiedono il green pass e davanti al nostro diniego non sempre hanno una adeguata reazione”.
Nicola Arrigo
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